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Camminare secondo lo Spirito


La vita del cristiano e della comunità a cui appartiene è un cammino mai del tutto compiuto “secondo lo Spirito”. Il soffio vitale a noi donato nei sacramenti della iniziazione cristiana (battesimo confermazione eucaristia) anima tutta la nostra vita e la rigenera liberandola dalle situazioni di morte che sperimentiamo quotidianamente. L’apostolo Paolo sa bene, e ce ne parla con chiarezza, che c’è un dissidio, un notevole contrasto in ciascuno di noi tra la “carne” (il peccato) ed il dono della vita (lo Spirito), e per facilitarci il compito di guardarci dentro la coscienza, per scegliere di camminare secondo lo Spirito, elenca le “opere della carne” e il “frutto dello Spirito”: “…le opere della carne sono ben note: fornicazione, impurità, libertinaggio, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni (airéseis), invidie, ubriachezze, orge e cose del genere (…). Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé”. (Gal. 5,19-22)

Talora abbiamo piena coscienza di fare ciò che non vorremmo, altre volte la nostra coscienza è come intorpidita e ci lasciamo andare, consegnandoci, al male.

Smarrirsi nella vita percorrendo strade che non conducono da nessuna parte se non in un imbarbarimento e degrado della nostra condotta morale o in un progressivo, e quasi irreversibile, vuoto esistenziale è più che mai facile. Il progetto di Nietzsche di trasvalutare tutti i valori, di considerare cioè il male come bene, e il bene come male, sembra pienamente riuscito in questo nostro tempo contrassegnato dal nichilismo e dal relativismo etico. L’appagamento del proprio “desiderio” è la suprema norma dell’agire individuale narcisistico, al di là del bene e del male!

C’è bisogno, credo, di un nuovo umanesimo, di un rinascimento, a partire dall’uomo interiore secondo una sempre attuale affermazione di S. Agostino: “Non uscire fuori, rientra in te stesso: nell’uomo interiore abita la verità. E se scoprirai mutevole la tua natura, trascendi anche te stesso. Tendi là dove si accende la stessa luce della ragione”. (De vera rel. 39, 72)

La “liquefazione” della società e dei suoi punti di riferimento valoriali condivisi richiede un lavorìo personale di fedeltà e coerente impegno etico, ma anche un fiducioso ed entusiastico servizio educativo di famiglia, scuola, chiesa, nei confronti dei giovani perché possano scoprire ed amare “tutto quello che è vero, nobile, giusto, puro, amabile, onorato, quello che è virtù e merita lode” (Paolo apostolo) ed essere “felici”.


 
 
 

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Tabor 7.0

Creato da Filippo Maniscalco

Gestito Antonino Cicero

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