Un tempo per riposare
- Mons. Santino Colosi
- 30 lug 2017
- Tempo di lettura: 2 min

Di tutti i mesi dell’anno, agosto è il mese che registra il picco più basso di vita comunitaria in parrocchia: dalla partecipazione all’Eucaristia domenicale, alla catechesi, dal servizio alla testimonianza della carità; spopolano, invece, le sagre paesane magari con un tripudio di feste, processioni e momenti di spettacoli di piazza e relative abbuffate d’ogni genere, pellegrinaggi e turismo “religioso”. Una tristezza, si direbbe!
In realtà bisogna pur tenere presente la mobilità sul territorio, la casa al mare o in montagna, i parenti che rientrano dai luoghi di lavoro al nord o all’estero, i vacanzieri, i rituali vari di gite fuori porta o, in generale, le ferie. Certo è che la vita cristiana non dovrebbe mai andare “in ferie” ed il discepolato di Cristo si può concretizzare in forme diverse nelle diverse situazioni e circostanze della vita!
Tuttavia. Talora chi presiede la comunità, il parroco, ed i vari operatori pastorali potrebbero essere afflitti da una domanda un po’ inquietante: tutta l’azione pastorale è vanificata e a settembre bisogna ripartire quasi dal nulla? Personalmente non lo credo. Se, nel tempo, la comunità parrocchiale ha acquisito uno stile di partecipazione consapevole, dopo la “pausa” augustana, non faticherà a rispondere alla chiamata del Signore e riprenderà con nuova lena il cammino. E, seppure, bisognasse davvero dare un nuovo “inizio” pastorale si può, anzi si deve, tutti quanti accogliere la Parola di Dio: «Questa parola fu rivolta dal Signore a Geremia: "Àlzati e scendi nella bottega del vasaio; là ti farò udire la mia parola". Scesi nella bottega del vasaio, ed ecco, egli stava lavorando al tornio. Ora, se si guastava il vaso che stava modellando, come capita con la creta in mano al vasaio, egli riprovava di nuovo e ne faceva un altro, come ai suoi occhi pareva giusto». (18,1-4)
Grande arte, quella del vasaio, grande sapienza quella delle sue mani che dal fango creano sempre cose nuove!
Di cuore auguro a tutti, fratelli e sorelle, di poter vivere momenti di distensione, di amicizia, di ritrovato tempo e dialogo in famiglia, e nella contemplazione della natura dei nostri boschi, del nostro mare, di poter ritemprare le forze del corpo e dello spirito, mai dimenticando chi vive situazioni di disagio, di malattia, di solitudine e quindi di rincuorarli con una visita, con una telefonata. L’amore di Dio e l’amore del prossimo non vanno mai in ferie!
Buone vacanze!





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