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Esperienza ad Albano

Si è svolto anche quest’anno, ad Albano Laziale, il terzo incontro di orientamento vocazionale a cui ho avuto la fortuna di partecipare. A guidare l’incontro c’erano i Padri Missionari del Preziosissimo Sangue, Don Daniele Bertino, Don Flavio Calicchia e Don Emanuele Ruggeri, persone straordinarie, preparate e sempre disponibili. L’incontro è durato dal 4 al 6 maggio, tre giorni molto intensi, divisi tra catechesi, laboratori, riflessioni e momenti di deserto.

Le catechesi si incentravano su varie letture del Vangelo, dove ad essere protagonisti erano, in particolare, i giovani. Giovani con sogni, paure, talenti, come noi, che ci aiutavano a riflettere e a meditare, profondamente, sulla nostra persona e sui comportamenti e le scelte nei confronti di noi stessi e degli altri. Giovani che hanno avuto il coraggio di mettere tutto nelle mani di Cristo, come ci racconta l’evangelista Giovanni, che nel suo Vangelo, a differenza degli altri tre, mette in evidenza la figura di un giovane, che non possedeva nient’altro che cinque pani e due pesci. Nonostante possa sembrare qualcosa di insignificante per sfamare un’immensa folla, è proprio questo giovane a fare la differenza, consegnando tutto a Cristo e lasciando, così, che si compisse il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci. Non importa se è poco, “Cristo prende in considerazione e opera a partire da quello che realmente siamo e abbiamo, nonostante per noi stessi o per gli altri sia poco o niente; ciò che siamo e abbiamo, tra le sue mani, si moltiplica e alimenta una moltitudine”. I cinque pani e i due pesci equivalgono ai nostri talenti, che non possiamo custodire solo per noi ma dobbiamo metterli al servizio di tutti. Dobbiamo avere il coraggio di mettere ciò che abbiamo e siamo nelle Sue mani. Particolare, come sempre, è stata la Veglia Eucaristica, l’ultima sera, alla fine della quale, a ciascuno di noi, è stato regalato un piccolo pezzo di rete da pesca, un semplice segno a indicare che tutti noi siamo pescatori e dobbiamo, giorno per giorno, riempire questa rete di speranze, sogni, coraggio, con il nostro cuore, coltivando i nostri progetti e i nostri talenti, senza presentarci con la rete vuota davanti a Dio.

Sono sicura che porterò sempre con me il ricordo di questa mia prima esperienza ad Albano, che, spero, mi abbia fatto crescere sul piano spirituale. È stato bello fare nuove amicizie e anche ritrovarsi con alcuni dei missionari che poco più di un anno fa hanno partecipato alla settimana di animazione nella nostra comunità parrocchiale. Ho condiviso con loro momenti belli, di gioia e riflessione che porterò sempre nel cuore.

 
 
 

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Tabor 7.0

Creato da Filippo Maniscalco

Gestito Antonino Cicero

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