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Ho respirato l’aria del Concilio Per amore di Dio al servizio dell’uomo

Avevo appena dieci anni e da qualche mese facevo parte, per mia gioiosa decisione, degli alunni del Seminario vescovile di S. Lucia del Mela. Una sera di dicembre 1962 con una festosa fiaccolata, nella piazza Cattedrale, l’A.C.I e tutta la Prelatura accoglieva l’amato vescovo Mons. Francesco Tortora, tornato da Roma, dove aveva partecipato al primo periodo del Concilio Ecumenico Vaticano II, convocato dal papa buono Giovanni XXIII.

E così, posso dire, che da fin piccolo ho respirato l’aria del Concilio a pieni polmoni. Aperti e sensibili educatori del Seminario di Messina mi hanno accompagnato nell’adolescenza avendo recepito le istanze del cambio generazionale.

Allo studentato teologico “S. Tommaso” di Messina, voluto in quegli anni dal grande animo del pastore Mons. Francesco Fasola, un nutrito gruppo di docenti improntava il proprio insegnamento alle linee ispiratrici dei documenti conciliari e ce li faceva amare. Stimolante poi per me l’esperienza al “S. Zeno” di Verona che aveva intrapreso una nuova impostazione degli studi teologici ed una nuova didattica con “maestri” di vaglio, come pure tutta la realtà pastorale della vivace diocesi veronese. Indimenticabile l’incontro a Roma con P. Häring, P. Capone e tanti altri innovatori nel campo della Teologia morale presso l’Alfonsiana.

Paolo VI aveva proseguito e portato a termine il Concilio, 1965, e ne attuava con il suo ministero petrino ogni istanza, nonostante le turbolenze, gli eccessi ed i fraintendimenti.

Dal settembre del 1976 esercito il ministero presbiterale a favore degli uomini, per grazia di Dio, condividendo le gioie e le speranze, le angosce e le tristezze degli uomini del nostro tempo sempre tenendo fede alle parole di Giovanni XXIII all’apertura del Concilio: “...la Sposa di Cristo preferisce usare la medicina della misericordia invece di imbracciare le armi del rigore; pensa che si debba andare incontro alle necessità odierne, esponendo più chiaramente il valore del suo insegnamento piuttosto che condannando”. Proprio tante le esperienze maturate nelle comunità parrocchiali, a me affidate, nelle dimensioni della evangelizzazione e della catechesi, della liturgia, della carità, del dialogo ecumenico ed interreligioso, della promozione socio-culturale. Posso affermare che mai è venuta meno in me la certezza che il Concilio sia stato un grande dono dello Spirito alla Chiesa perchè la Chiesa possa incarnare nella storia la perenne giovinezza del Vangelo.

 
 
 

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Tabor 7.0

Creato da Filippo Maniscalco

Gestito Antonino Cicero

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