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Perseveranti lungo la via

Nella società liquida “perseverare” in un legame affettivo, in una scelta di vita, nella fede, potrebbe essere qualcosa di nemmeno ipotizzabile! Certo perseveranza significa scegliere ogni giorno, mettersi in questione, disponibilità al cambiamento, sporcarsi le mani, rischiare di sbagliare, ma con una fedeltà di fondo alla propria identità, all’appartenenza ad una comunità, e senza irrigidimenti o comportamenti sclerotizzanti. Perseveranti, così gli Atti degli Apostoli, caratterizzano “quelli della via”, quelli che sulla loro strada hanno incontrato lo “straniero” ed hanno camminato, come i due di Emmaus del Vangelo di Luca, nella sua compagnia pur non avendolo riconosciuto e solo, quando Lui è scomparso dai loro occhi di carne, Lo vedono con gli occhi della fede e sentono ardere il loro cuore per Lui. La fede nasce da un incontro personale e dalla decisione di mettersi nella sequela dello “straniero”, dell’Altro, Dio fattosi nostro compagno di strada. Una testimonianza: “La fede, per me, è nata dall’incontro con Gesù.

Un incontro personale, che ha toccato il mio cuore e ha dato un indirizzo e un senso nuovo alla mia esistenza. Ma al tempo stesso un incontro che è stato reso possibile dalla comunità di fede in cui ho vissuto e grazie a cui ho trovato l’accesso all’intelligenza della Sacra Scrittura, alla vita nuova che come acqua zampillante scaturisce da Gesù attraverso i Sacramenti, alla fraternità con tutti e al servizio dei poveri, immagine vera del Signore. Senza la Chiesa — mi creda — non avrei potuto incontrare Gesù, pur nella consapevolezza che quell’immenso dono che è la fede è custodito nei fragili vasi d’argilla della nostra umanità”(Papa Francesco, Lettera a Scalfari). Incontro d’amore è la fede: sguardi che si incrociano, mani che si intrecciano, cuori che palpitano, passi sincroni sulla stessa strada, esistenze condivise e donate nella reciprocità per tutta la vita. Se la fatica di vivere segna il nostro andare, se la strada si fa accidentata, se l’attenzione a chi ci sta accanto è distolta da altri interessi e preoccupazioni, se il cuore spento non arde per quell’Amore che ci ha generato nella fede, Teresa d’Avila ci incoraggia: «Niente ti turbi / niente ti spaventi, / tutto passa / Dio non cambia; / la pazienza / tutto ottiene; / chi Dio ha / di nulla manca: / solo Dio basta».

 
 
 

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Tabor 7.0

Creato da Filippo Maniscalco

Gestito Antonino Cicero

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