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Con papa Leone alla scuola del Concilio

  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Da dove ricominciare? É l’interrogativo che ci si pone ogniqualvolta bisogna iniziare a concretizzare qualcosa di nuovo, non sapendo bene cosa aspettarsi da quel che verrà,

quando le sfide della vita e della quotidianità ci scuotono e ci chiedono di intervenire con prontezza.

Una simile situazione, probabilmente, ben rappresenta ció che anche la Chiesa, a piú livelli, in questo momento storico, sta vivendo oscillando tra slanci e ripiegamenti, tra entusiasmi e delusioni, tra desiderio di fedeltà al Signore e constatazione delle proprie umane fragilità.

Papa Leone XIV con le sue catechesi del Mercoledì, dall’inzio di questo nuovo anno 2026, sta indicando il Concilio Ecumenico Vaticano II come l’unica rotta da seguire per poter annunciare Cristo crocifisso e risorto alle donne e agli uomini del nostro tempo.

È proprio questo, dunque, il tempo opportuno per lasciarsi coinvolgere nell’assapporare la profezia e l’attualità del Concilio e di farlo entrando in vivo contatto con i documenti che quell’assise - sotto l’azione dello Spirito Santo - ci ha consegnato e lasciato in eredità e che attendono ancora di essere pienamente compresi, conosciuti, studiati e attuati.

È infatti attraverso i testi che gli oltre duemila vescovi convenuti a Roma da tutto il mondo, tra il 1962 e il 1965, sotto la guida di Giovanni XXIII, prima, e Paolo VI, dopo, hanno recuperato e tracciato, nuovamente, i tratti del volto della Chiesa, riflesso della bellezza di un Dio che da sempre si è fatto con l’uomo e per l’uomo dialogo e incontro.

Tra tutti i documenti il Papa ci invita sapientemente anzitutto a ritornare sulle quattro Costituzioni Conciliari e sulla loro inestimabile ricchezza: la Dei Verbum che, trattando della Parola di Dio, sottolinea l’importanza della Sacra Scrittura, lí dove l’Eterno decide di parlare con gli uomini come a degli amici, e ne incoraggia l’accesso diretto per tutti; la Sacrosantum Concilium che, occupandosi della Liturgia, ne riscopre la centralità desiderando fortemente che essa sia non piú un appannaggio esclusivo del clero, ma il luogo in cui tutta la Chiesa - fedeli compresi! - con Cristo celebra, ringrazia, offre e loda il suo Dio; la Lumen Gentium in cui la Chiesa si mostra e si definisce non strutturata piramidalmente, ma come unico Popolo di Dio in cammino verso la comune vocazione alla Santità; la Gaudium et Spes attraverso la quale si vuole entrare in contatto piú diretto e dialogante con il mondo contemporaneo e con le sue sfide a partire da tematiche quali la dignità umana, la politica, la cultura, la famiglia, l’economia, la pace. 

Alla luce di questa grande ricchezza e profonditá, qui appena accennata, queste meditatazioni che il papa ci sta offrendo di settimana in settimana, e facilmente reperibili sul sito Vaticano (https://www.vatican.va/content/vatican/it.html) possano aiutare ciascun credente della nostra comunità parrocchiale ad accogliere la ricca tradizione della vita della Chiesa, di cui si è parte, e, allo stesso tempo, ad interrogarsi sul presente, rinnovando la gioia di correre incontro al mondo per portarvi il Vangelo del Regno di Dio, regno di amore, di giustizia e di pace.



di Gabriele Panarello

 
 
 

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