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“…E i due saranno una sola carne”

  • 25 gen
  • Tempo di lettura: 2 min

In tempi in cui l’istituzione e il sacramento del matrimonio risentono dell’individualismo tipico del nostro tempo, l’Elogio della monogamia (“Una caro”), redatto dal Dicastero per la Dottrina della Fede, ci spinge a riflettere sulle motivazioni che inducono alla scelta di un’unione esclusiva, reciproca, dinamica qual è il sacramento del matrimonio.

Nel rito nuziale gli sposi, pronunciando la formula “Io accolgo te…”, si impegnano in un vincolo di amicizia speciale; manifestano una precisa e consapevole scelta di donarsi e riceversi reciprocamente. Tuttavia, non si tratta di una relazione statica o fondata sul possesso, ma dinamica e fondata sul rispetto: le due persone, che restano tali, ciascuna con la propria individualità, libertà e dignità, compiono insieme un percorso di crescita umana e spirituale che le trasforma interiormente e rafforza il loro legame; il momento della scelta è lo stesso in cui nasce il “noi”, un’entità fondata sulla reciprocità, ma anche sul rispetto della sacralità dei due sposi; caratterizzata dalla possibilità di mantenere una propria individualità, pur ragionando e operando delle scelte in maniera duale. In tal senso, il legame monogamico è immagine della Trinità: le persone sono insieme distinte e unite in un’unica persona.

Nell’enciclica “Fratelli tutti” di Papa Francesco, inoltre, si sottolinea che il legame di coppia deve aprirsi anche al mondo esterno, come immagine dell’amore di Dio per l’uomo, della misericordia, dell’accoglienza.

Linfa della reciprocità del vincolo nuziale è l’amore/carità fondato sulla Grazia del vincolo sacramentale, ma acnhe sull’atto di volontà dei coniugi: dunque, nel legame monogamico Dio e l’uomo operano insieme per realizzare un’unione che va oltre il tempo.

Infine, non si può comprendere il matrimonio senza parlare dell’amore, chiamato a raggiungere espressioni sempre più alte fino a quel “tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta”, indicato da Paolo in 1Cor 13,7. Anche quando il desiderio, le emozioni, l’attrazione sessuale si indeboliscono, è la volontà che mantiene l’unione affettiva viva e spiritualmente prolifica: la fedeltà viene, così, garantita nei momenti difficili o nella tentazione. E’ la carità che tiene legati ad una dimensione dell’amore più alta del soddisfacimento dei bisogni personali. Il documento “Una caro” ripercorre quanto le Sacre Scritture ci restituiscono sul valore del matrimonio e fornisce un’ampia trattazione sulle riflessioni dei Padri della Chiesa e, più recentemente, dei Papi del XX e XXI secolo, senza tralasciare il Concilio Vaticano II che afferma che il marito e la moglie “sperimentano il senso della propria unità e sempre più pienamente lo conseguono”: “il meglio è quello che non è stato ancora raggiunto, il vino maturato col tempo”.


di A. Gitto e O. Scampitelli


 
 
 

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