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Il Vangelo Vino nuovo in otri nuovi

I Vangeli sono stati scritti per suscitare e rendere salda la fede dei discepoli in Gesù, «perché crediate che Gesù è il Messia, il Figlio di Dio, perché credendo abbiate la vita nel suo Nome» (Gv 20, 31). I Vangeli sono diversi da tutto, non sono un'ideologia teologica o una dottrina canonica, un dogma o un insieme di dogmi, non sono un libro né teorie ascetiche o una prassi etica scritta e costituita per sempre. I Vangeli non sono cronaca né resoconto di quanto accaduto circa duemila anni fa a un falegname galileo.

Sono la narrazione vivente della verità dell'insegnamento di Gesù. La verità, cioè la fedeltà alla Parola di Gesù, non è la mera osservanza di un qualche precetto, altrimenti dove sarebbe la novità del cristianesimo? Essere nella verità, cioè fedeli alla Parola, è diventare noi stessi Buona Notizia, a immagine di Gesù, una Parola che manifesti il volto del Padre e il suo Regno, un Vangelo fatto di servizio all'uomo perché cresca nella vita e nella giustizia, perché diventi più uomo. Una Parola-Evento (la Dabar) capace di giungere a ogni cuore per aprirlo all'amore. La verità che ci fa liberi non è quella contenuta nelle certezze dogmatiche (fin troppo certe...), non si identifica neanche con le idee e le immagini che di Dio abbiamo fatto. Queste sono le «verità che dividono, che escludono nel nome di..., quelle che, alla fine, generano i conflitti e le guerre » (cit.). L'unica verità in grado di farci davvero liberi è quella di riconoscerci figlie e figli, e di conseguenza, fratelli e sorelle tra di noi, vivere e creare relazioni di sororità e fraternità con tutti. Ecco perché abbiamo il dovere di affermare che la Verità non può essere posseduta, non possiamo impadronircene, non ci appartiene (si può mai possedere Dio?), ma siamo noi ad appartenere a Lei.

Il Vangelo è carne vivente che cerca amore, la carne di Cristo Gesù ; il Vangelo è sempre alla ricerca della nostra umanità perché diventi amore condiviso con i fratelli, pane di salvezza spezzato e offerto a tutti, soprattutto agli ultimi. Il Vangelo è volontà di bene in atto, per questo è fuori dagli schemi mentali religiosi che l'hanno preceduto, amore vivente che arde in noi, vino nuovo dell'alleanza definitiva tra Dio e l'uomo. La netta impressione che si ha, invece, è che questo vino nuovo non sia apprezzato (ad intra e ad extra della Chiesa) a preferenza del più sicuro vino vecchio della tradizione e della Legge. Il vecchio è più robusto e ci libera dalla preoccupazione delle scelte personali : basta limitarsi ad accettare il bicchiere già pronto senza porci tante domande, senza alcun impegno se non quello di eseguire alla lettera (guai a scostarsi di un solo millimetro) i dettami imposti dall'alto per sentirsi a posto. E' un vino che non ci impegna più di tanto, che allontana dalla fatica della ricerca e del crescere quotidiano, un vino che non dà adito a dubbi, anzi impedisce che essi appaiano. Il vino nuovo del Vangelo, invece, è ben altro. E' un vino impossibile da catalogare fra le vecchie categorie teologiche (in otri vecchi direbbe Gesù), «un vino che ha il sapore inebriante della libertà, il colore vivo della Carità, che lascia il piacevole retrogusto della giustizia e della misericordia”» (cit.). Per noi esiste un solo Vino Buono, una sola Legge, una Legge-altra alla cui obbedienza non dobbiamo e non possiamo rinunciare; il Vangelo, «perché di osti che spacciano per vino buono l'aceto della menzogna e della divisione solo per alimentare la propria ambizione e sete di potere non sappiamo che farcene».

TANTI AUGURI

PER UN SANTO NATALE A TUTTI



di Santino Coppolino

 
 
 

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Creato da Filippo Maniscalco

Gestito Antonino Cicero

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