La comunità parrocchiale Grembo fecondo dei ministeri
- 29 mar
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Il 21 febbraio scorso un nutrito gruppo di persone della nostra comunità parrocchiale guidato dal parroco si è ritrovato a Roma per partecipare alla gioia di Gabriele Panarello, uno stimato e benvoluto giovane cresciuto in parrocchia che nella Congregazione dei padri missionari del Preziosissimo Sangue fondata da san Gaspare del Bufalo nel 1815 sta proseguendo, tappa dopo tappa, il suo cammino verso il sacerdozio, ed ha ricevuto in tale occasione il ministero dell’Accolitato. Insieme a Gabriele due suoi compagni di cammino, Antonio Morgillo da Arienzo in provincia di Caserta e Francesco Fugazzaro da Lecce. La chiesa parrocchiale di San Gaspare del Bufalo a Roma, progettata dall’architetto Nervi è stata il luogo dove si è svolta la celebrazione presieduta dal direttore provinciale don Benedetto Labate. Palpabile l’emozione non solo dei formatori ma di tutti i missionari presenti, e altrettanto tangibile quella delle famiglie di questi giovani, del nostro parroco don Santo Colosi, dei membri della comunità parrocchiale di san Gaspare, e di tutti noi delle comunità di provenienza, testimoni del generoso e faticoso impegno di questi ragazzi che si sono lasciati attrarre dall’ideale del servizio a Gesù e alla Chiesa attraverso l’attività apostolica e missionaria dell’annuncio della Parola che abbraccia l’impegno di difendere la dignità umana, la giustizia, la pace e la salvaguardia del creato.
È stato un momento di intensa e partecipata vita ecclesiale trovarsi riunti in preghiera nell’Eucaristia in questa chiesa dalla copertura a piramide, con il pavimento in leggera discesa verso l’altare, i banchi disposti ad emiciclo, le immagini in bronzo della Via Crucis del sacerdote francescano Andrea Martini disposte lungo le pareti dell’edificio, l’armonia dei canti animati dai giovani del coro parrocchiale, ad accompagnare Gabriele che in maniera sempre più forte si lega a Gesù che lo ha scelto e lo conduce con l’azione del suo Spirito lungo questo cammino di consacrazione totale.
Ho pensato che il Signore irrompe nella storia umana e non si arrende, e chiama ad ogni ora, e attrae seduce, non con proposte allettanti e false come ben sanno fare gli idoli di questo mondo ma con il giogo del suo amore che invita a seguirlo lungo strade inesplorate per aiutarlo a salvare l’uomo di ogni tempo. Se le comunità parrocchiali fossero sempre spazi in cui risuona la voce del Signore, si sperimenta la preghiera assidua, l’accoglienza, l’amore vicendevole e il servizio disinteressato al prossimo, luoghi in cui si fa a gara nello stimarsi a vicenda (cfr Rm 12,10) ci si perdona, le vocazioni non potrebbero mancare, perché i giovani riconoscerebbero in esse la testimonianza viva e vivificante di quei valori che il Risorto ha indicato per provare l’autenticità dei suoi discepoli: vi riconosceranno da come vi amerete (cfr Gv 13,34-35). Oggi, in un mondo materialista e nichilista, essi hanno bisogno di modelli che vadano controcorrente. Non servono preti o suore che siano solo dei ligi amministratori dei beni delle parrocchie o degli istituti religiosi ma che si prodighino per la cura del bene prezioso che è ogni uomo ed ogni donna. Non servono operatori pastorali ripiegati su se stessi, delusi e intristiti ma persone che hanno veramente incontrato il Risorto e lo annunciano, non solo tra le mura dell’edificio chiesa ma nei luoghi dove l’uomo vive, lavora, soffre e muore. Cristiani capaci di essere lievito nella società al fine di promuovere nella società anche attraverso l’impegno politico i valori della giustizia, della pace, del bene comune. Solo allora la parrocchia diventerà un grembo fecondo dei ministeri per l’edificazione della Chiesa per la quale il Cristo ha donato il suo preziosissimo sangue.
di Pina Torre







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