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La dimensione caritativa della comunità

  • 25 gen
  • Tempo di lettura: 2 min

La comunità ecclesiale esprime la sua vitalità attraverso vari servizi a cui tutti i cristiani sono chiamati a partecipare con generosità. Papa Leone XIV rispondendo ad una catechista svizzera un po’ scoraggiata per l’apparente mancanza di frutti nel suo annuncio, ha risposto che ciò che più conta è sentirsi chiesa, membra vive del Corpo di Cristo, con ruoli e doni unici e non fruitori del sacro, dei Sacramenti per semplice abitudine. Quello che si può fare è testimoniare Cristo. Le attività della parrocchia, attraverso le quali essa diventa testimone dell’amore di Dio, possono essere rappresentate da tre compiti: l’annuncio per la trasmissione della fede, la liturgia attraverso cui si celebra l’incontro con Dio, la carità con la quale si esprime concretamente l’amore per il prossimo e che è il cuore della missione della Chiesa.

Gli animatori Caritas hanno dunque il compito di alimentare il senso cristiano di solidarietà e aiutare il parroco, il consiglio pastorale parrocchiale, associazioni, gruppi e singoli a vivere il comandamento dell’amore per il prossimo, ad avere uno sguardo attento per incontrare ed ascoltare poveri e sofferenti, capire i loro bisogni, non solo materiali, ed attivare le risposte più efficaci. La scelta dei poveri è prioritaria sia per il singolo cristiano che per tutta la Chiesa. Le parole di Gesù “Io sono con voi tutti i giorni…” (Mt 28,20) non richiamano soltanto la presenza eucaristica del nostro Signore e Maestro ma anche il suo permanere nei poveri perché alla fine della vita saremo giudicati sull’amore che avremo dato proprio agli ultimi e agli esclusi (cf Mt 25,40). Appare evidente che la carità nelle parrocchie non è delegata ai soli volontari della Caritas ma l’annuncio del Vangelo è inseparabile dall’impegno caritativo di ogni battezzato, chiamato a collaborare gratuitamente secondo le sue possibilità e i suoi talenti.

Ogni anno la Caritas diocesana raccoglie dati sulla povertà per monitorare l’evoluzione dei disagi sociali e sollecitare l’impegno della Chiesa e della società civile.  Il 14 novembre scorso è stato presentato il XIV Report delle povertà e delle risorse a cura della Caritas dell’Arcidiocesi di Messina Lipari Santa Lucia del Mela dal titolo “Povertà disarmanti, abitare la complessità per rimettere al centro la persona”.

Padre Nino Basile, direttore della Caritas diocesana afferma che quest’ultimo Report vuole essere profezia che non solo denuncia lo stato delle cose ma attraverso il racconto di buone prassi mostra modelli per affrontare sinergicamente le questioni. Profezia significa capacità di leggere i segni dei tempi restando vicini alle ferite e alle attese delle persone. (Segue)

di Pina Torre

 
 
 

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