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Liberaci dal maligno “Beato l’uomo che confida nel Signore” (Sal 1)

Le grida di dolore dei popoli colpiti da guerre e genocidi, le immagini delle fosse comuni, le testimonianze di donne e bambini violentati, i soprusi e le torture a cui sono sottoposti i prigionieri, i carcerati o i cittadini nei paesi con regimi totalitari, i cadaveri dei migranti che galleggiano nel Canale di Sicilia, gli “zombie” che sotto l’effetto del Fentanyl vagano per le strade, reietti di un’umanità assente: orrore, rabbia, turbamento, poi nulla. Giustificati dalla nostra impotenza, torniamo alla rassicurante quotidianità; la distanza dagli eventi e le endorfine prodotte dallo stress emotivo attutiscono la percezione del male, nonostantecontinuino a passare nella nostra mente immagini di distruzione, tali da darci la sensazione di stare sull’orlo di un baratro. La precarietà è la cifra dell’esistenza umana: ognuno di noi, anche se in proporzioni diverse, conosce la sofferenza, il dolore e si è interrogato almeno una volta sulla provenienza del male e sul motivo per cui Dio, che è infinitamente buono e misericordioso, lo permetta. Dio è bontà assoluta, Egli ha creato tutto, ha creato l’essere umano a sua immagine e l’essere, come tale, è buono; “il male non viene dalla fonte dell’essere, non è ugualmente originario. Il male viene successivamente da una libertà creata, da una libertà abusata” (Concilio Lateranense IV [1215]). Oltre alla vita, nell’immensità del suo Amore, Dio ci ha donato la libertà, non ha voluto che fossimo suoi sudditi, ma liberi di scegliere Lui; l’amore può essere solo una scelta libera, non può dirsi amore ciò che nasce dalla costrizione o dal ricatto. E per l’uomo, scegliere la “legge dell’amore” di Dio, significa scegliere la felicità: “Beato l’uomo che nella legge del Signore trova la sua gioia…Il Signore veglia sul cammino dei giusti, mentre la via dei malvagi va in rovina” (Sal 1).

Quanto sia arduo, tuttavia, scegliere la libertà di figli di Dio è sotto i nostri occhi; attraverso il suo ab-uso, attraverso l’uso eccessivo di essa, che trascende l’equilibrata trama di vincoli e di limiti di cui la libertà stessa è intessuta, il male trova strada nel mondo, Satana approfitta del varco aperto dalla fragilità dell’uomo per istigarlo alla ribellione, per separarlo dal suo Signore, dal suo Bene. L’uomo da solo non può vincere il Male, ha bisogno dell’amore immenso e incondizionato di Dio, che a lui è stato donato nel Verbo incarnato, il cui sacrificio di croce giustifica, rende giusto chiunque si riconosca peccatore. Guardiamo dentro di noi, dunque, e riappropriamoci della libertà dei poveri di spirito, che con gioia confidano nel Signore, se desideriamo che il male sia sconfitto.


di Tinuccia Russo



 
 
 

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Creato da Filippo Maniscalco

Gestito Antonino Cicero

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