Lo stupore per la mia vita Non temere
- 28 giu
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L’approssimarsi del cinquantesimo del mio ministero presbiterale mi induce a rivisitare, seppure per rapidi quadretti, tutto l’arco della mia esistenza, contemplo così il cammino percorso e riconosco la presenza discreta e fedele del Signore, “voce di un vento sottile”, anche quando gli ho resistito o ho percorso strade impervie.
Riaffiorano anzitutto in me i ricordi dell’infanzia: una casa semplice, affetti sinceri, giorni sereni illuminati dal calore della famiglia, dei nonni, degli zii, dei compagni di giochi, di scuola, della parrocchia vissuta come chierichetto e tra le diverse “fiamme” dell’Azione cattolica. Non sono mancati momenti di angustia per le piccole prove quotidiane (ripenso al mio maestro ed ai compiti da fare), ma poi tutto passava e la vita scorreva incominciando a sognare cosa avrei fatto da grande. E qui la scelta di bambino, affascinato dalla ritualità religiosa e dalla colonia estiva, di entrare nel piccolo Seminario di S. Lucia del Mela, a dieci anni.
E poi gli anni della formazione liceale al Seminario di Messina e teologica - per due anni al S. Tommaso della stessa città e proseguita al San Zeno di Verona e all’Accademia Alfonsiana di Roma, ma anche gli studi filosofici all’università di Messina. Anni intensi, segnati dall’entusiasmo della chiamata e dal desiderio di consacrare la vita al Vangelo, pur sempre inquieto ed in ricerca. Mi chiedevo: è questa la mia strada, sono adatto a diventare prete? Non sono mancati ripensamenti e fatiche. Ricordo con affetto alcuni preti con cui mi confrontavo e che mi hanno sostenuto: p. Albino Finotto, p. Angelo Fornari dei Padri Venturini. Rimane impresso nel mio cuore l’incontro decisivo, una notte d’agosto, con fratel Carlo Carretto venuto a S. Lucia del Mela per il capitolo dei Piccoli fratelli che dimoravano allora nella Piana di Milazzo. Proprio nel travaglio e nelle incertezze, la grazia ha mostrato la sua forza, accompagnando ogni passo e confermando, giorno dopo giorno, l’orientamento della mia vita.
Dall’ordinazione presbiterale avvenuta il 18.09.1976 sul sagrato della Chiesa della Visitazione a Pace del Mela per mezzo del vescovo Salvatore Di Salvo, con grande partecipazione di clero e di popolo, Il ministero sacerdotale ricchissimo di volti, incontri e vicende, quasi un mosaico di tessere variopinte tutte diverse e disuguali, mi ha introdotto al disvelamento del Volto di Cristo. Quante persone incrociate lungo la strada della parrocchia di Pace del Mela, di S. Stefano protomartire di Milazzo, di S. Maria Assunta di Barcellona! Bambini generati alla fede con i sacramenti dell’iniziazione cristiana, giovani accompagnati nella crescita con campi scuola, grest, momenti di spiritualità, sposi benedetti nel giorno delle loro nozze, anziani sostenuti nella malattia, fedeli affidati alla misericordia di Dio nell’ultimo saluto terreno. E come tacere della meravigliosa avventura dell’insegnamento nei Licei statali o nelle scuole di Teologia, o della formazione dei catechisti in giro per alcune diocesi siciliane? Ogni incontro ha lasciato una traccia, ogni storia mi ha insegnato qualcosa. Da tutti ho ricevuto molto, sono stato plasmato da tanti fratelli e sorelle incontrati lungo la via.
Certamente non tutto è stato facile. Ci sono state fragilità personali, incomprensioni, progetti non realizzati, attese deluse e persino amarezze pastorali. Alcuni sogni sono rimasti incompiuti. Eppure il Signore m’insegna che la fecondità del ministero non coincide con il successo umano. Molto di ciò che è stato seminato continua a germogliare silenziosamente nei cuori, almeno spero, ben oltre la pochezza del mio servizio.
Oggi prevale dunque lo stupore che mai mi ha abbandonato. Stupore per una vita che, nella sua povertà, è stata colmata da doni inattesi. Stupore per la fedeltà di Dio, che non è mai venuta meno. Stupore per il bene ricevuto e condiviso. Stupore per la benevolenza e la misericordia che ho sperimentato.
Con “il curato di campagna” di Francois Mauriac, ancora una volta, esclamo: “Tutto è grazia!”.
Il beato Antonio Franco, testimone del Bel Pastore, continui ad accompagnarmi nel ministero.

di Mons. Santino Colosi





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