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Notte di Natale Si apre il Giubileo della Speranza

Se riuscissimo per un istante a staccarci dal suolo che calpestiamo, a porci in una posizione elevata in grado di offrirci una panoramica d’insieme del nostro tempo così da riuscire a scattarne una fugace e istantanea fotografia probabilmente non faremmo fatica a notare che questo è un tempo dai lineamenti complessi.

E’ un tempo di conflitti e di disuguaglianze, è un tempo in cui gli estremismi di ogni genere prevalgono, è un tempo di smobilitazione, di rabbia, di sospetto, di affanno, di disinteresse sociale, di scarsa fiducia nel futuro.

E’ un tempo - anche per noi comunità cristiane dell’Occidente - di fatica, di aridità, di scoraggiamento, di paura per un avvenire che diventa sempre più il nostro stesso presente.

In mezzo a tutto questo “spes non confundit”, “la speranza non delude”: queste parole dell’apostolo Paolo, che scrive alla sconfortata prima comunità cristiana di Roma, Papa Francesco ha scelto di consegnare a tutta la Chiesa e al mondo intero alle soglie del Grande Giubilare 2025.

Nella sfiducia che ci circonda e alle volte ci attanaglia con i suoi tratti cupi e tenebrosi è la Speranza ad essere messa al centro, è un invito a saper attendere con animo lieto per poter scorgere all’orizzonte i primi tenui raggi di sole che ci indicano l’arrivo di un nuovo giorno, un giorno che porta con se, a partire dal nostro quotidiano, pace, prossimità, rispetto, fedeltà.

Speranza non in un qualcosa di fugace che non si sa ben identificare o definire, ma speranza radicata nella certezza che siamo ancora guardati con tenerezza da un Dio che è Amore e che non si stanca di voler raggiungere, attraverso ciascuno di noi, l’intera umanità.

Speranza, dunque, che in mezzo alle tribolazioni ci chiede, con pazienza (hypomoné) e impegno, di metterci in cammino per essere non solo ritrovata ma donata e condivisa con quanti incontriamo lungo la strada e che probabimente hanno ormai smesso di desiderare il bene.

Ci conceda, allora, il Signore in questo Anno Santo di “abbondare nella Speranza” (Rm 15, 13) per testimoniare, come piccola comunità parrocchiale e come singoli battezzati, la fede e l’amore che per grazia abbiamo ricevuto e che sono stati riversati in abbondanza nei nostri cuori.


di Gabriele Panarello


 
 
 

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Creato da Filippo Maniscalco

Gestito Antonino Cicero

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