Riconosci, cristiano, la tua dignità
- taborsettepuntozer

- 27 dic 2025
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Nella notte che avvolge il mondo, i popoli, la chiesa, il “Silenzio” diventa “Parola” e “Carne”, uomo tra gli uomini: questo è il mistero del Natale cristiano significato nella liturgia, rappresentato nella tradizione presepistica, cantato nelle nenie e negli inni del popolo degli umili, ignorato mentre si disvela nella condizione umana, nei corpi trucidati dalla violenza bruta del male di cui ciascuno di noi, per la sua parte, è responsabile.
Quel piccoletto deposto nella mangiatoia, in fasce, dalla tenerezza della madre Maria, vegliato dalla benevolenza di Giuseppe, annunciato ai pastori, ai derelitti di ogni tempo, con i suoi vagiti richiama la nostra attenzione, ci inquieta, ci interroga se siamo ancora capaci di umanità ed invoca che ci sia spazio per Lui nella nostra vita come per ogni altro uomo.
Natale: Dio fatto come noi per farci come Lui. Esclama Leone Magno: “Egli che è l'immenso, ha voluto essere racchiuso nello spazio: pur restando nella sua eternità ha voluto incominciare a esistere nel tempo. Il Signore dell'universo, nascosta sotto il velo la gloria della sua maestà, ha assunto la natura di servo. Dio, inviolabile, non ha sdegnato di assoggettarsi al dolore; l'immortale non ha rifiutato di sottomettersi alla legge della morte”. L’umanità assunta da Dio, riscattata dal male, dalla morte, viene restituita alla pienezza della sua dignità. Dio amore ama ogni sua creatura perché ogni persona sia amata del suo stesso amore.
Ecco il Natale che desideriamo augurare: la riscoperta della dignità di ogni persona e amare ogni persona amata da Dio.

di Mons. Santino Colosi





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