Ritagli e suggestioni L’essenziale della parrocchia
Nella mia abituale rassegna stampa quotidiana, spesso, m’imbatto in passaggi d’articoli che mi aiutano a ripensare l’oggi del mondo, e in esso della chiesa, e del mio essere “pastore” al servizio di una comunità parrocchiale che appare sfibrata, stanca, minoritaria o quasi ridotta al lumicino, travolta da cambiamenti epocali a cui non riesce a dare risposte a sé stessa e a vivere una testimonianza gioiosa di un Evangelo sempre vivo ed attuale.
In un recentissimo intervento di p. Antonio Spadaro, messinese gìà direttore dí Civiltà Cattolica e da taluni considerato “spin doctor” di Papa Francesco, mentre scrive della necessità di una “teologia rapida” (Avvenire del 19.02.2024) con lucidità richiama l’attenzione del lettore sul “cambio d’epoca”: «La caratteristica del «cambio d’epoca» è che le cose non sembrano essere più al loro posto. Ciò che prima valeva a spiegare il mondo, le relazioni, il bene e il male, adesso sembra divenuto inservibile. Pare probabile che quanto ci pareva normale della famiglia, della Chiesa, della società e del mondo non tornerà più come prima. Francesco ha evocato in spagnolo la rapidación, che «imprigiona l’esistenza nel vortice della velocità», portando a cambiare «continuamente i punti di riferimento». Non possiamo illuderci di vivere una situazione transitoria, dove bisogna aspettare che passi, e poi le cose torneranno a essere come sono sempre state. Né si può assumere l’atteggiamento dello struzzo e fare «come se» il mondo fosse diverso. Occorre il coraggio di vincere le paure, attraversare il mare e compiere la traversata insieme all’umanità di questo nostro tempo».
E la “barchetta” della nostra comunità parrocchiale ha la consapevolezza di essere in mezzo ai flutti di marosi che la squassano? Sapremo noi, nel nostro piccolo, fidarci ancora del Signore che ci ripete: «“Perché avete paura? Non avete ancora fede?”» (Mc 4,35-41).
Colgo un suggerimento ed un invito di un periodico on line e li propongo alla comunità parrocchiale perché confortata dal Signore, dalla sua consolante presenza anche quando a noi sembra che non gli importi delle nostre vite messe in pericolo, perché possa raccogliere le forze residue e navigare tra i flutti.
“1. Il Giubileo può darci un orizzonte: qual è l’essenziale, qual è la finalità del nostro essere Chiesa? Trovare e ritrovare Gesù, essere attenti e custodi gioiosi della relazione con Gesù e con gli altri uomini e donne che sono fratelli e sorelle;
2. per questa finalità, la parrocchia così come è oggi, sostanzialmente tridentina, è ancora valida? Serve questo supermercato di servizi religiosi e non (=parrocchie e oratori)? La parrocchia non è troppo “pro loco”?”. ( Vino nuovo)
Avviare una comune riflessione e condivisione sulla “identità e missione” della parrocchia nei nostri giorni, certamente, può aprire nuove vie da percorrere insieme tra la gente del nostro territorio sempre più composito e distante o estraneo.
di Mons. Santino Colosi
La didascalia: Cristo sul mare di Galilea, 1841, Museo d'arte Nelson-Atkins

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