Un invito a soffermarsi La voce dei giovani
- taborsettepuntozer

- 27 dic 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Spesso, noi giovani ci chiediamo cosa significhi davvero il Natale: tra la frenesia della vita quotidiana, lo studio, le relazioni e le mille preoccupazioni, l’attesa della nascita di Gesù può sembrare lontana, quasi “invisibile” ed “impercettibile”. Eppure, ogni anno, Dio sceglie di farsi vicino a noi in un modo semplice e sorprendente: come un bambino piccolo, fragile, che nasce in una mangiatoia. In quel momento silenzioso, Dio entra nella nostra storia, nella nostra vita, così com’è, senza bisogno di spettacolo o perfezione, senza chiedere altro che la nostra apertura. Di recente mi ha profondamente colpito questa citazione, molto importante e di facile comprensione: “Ricorda, se non riesci a trovare il Natale nel tuo cuore, non potrai trovarlo sicuramente sotto un albero.” Proprio questa frase, infatti, ci fa riflettere su quale sia il vero valore del Natale, nato non dalle luci, dai regali o dalle decorazioni, ma dentro di noi. Ed è proprio nella capacità di accogliere quel Bambino, di sentirne la presenza, di lasciarsi sorprendere dalla sua vicinanza e dalla semplicità del suo amore che il Natale diventa realtà concreta da vivere e da celebrare! Inoltre, la citazione costituisce un invito, quasi una richiesta: soffermarsi, riflettendo sul vero valore da vivere e lasciare che quel mistero semplice ma profondo ci tocchi, ci sorprenda, ci faccia sentire vicini a Dio.
Il Natale è, quindi, la celebrazione del mistero più grande: Dio che sceglie di nascere piccolo, vicino a noi, per mostrarci quanto ci ama. È la possibilità di vedere la vita con occhi nuovi, di riconoscere la sua presenza nelle cose semplici, e di percepire come anche i momenti più ordinari possano diventare straordinari. Ogni cuore, dunque, che accoglie questo bambino diventa una casa in cui Dio può nascere ancora oggi, ed è proprio in quella presenza nella quale noi possiamo trovare e scoprire la vera gioia del Natale: semplice, vicina, e incredibilmente reale.

di Riccardo Bongiovanni





Commenti